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Festa della Riconciliazione

Ieri in Sud Africa si e’ celebrata la Giornata della Riconciliazione: un paese in festa ricorda la fine di un sistema legislativo risalente al 1948 e smantellato definitivamente solo con le elezioni del 1994.

Un po’  e’ come se avessi fatto festa anch’io: a Citta’ del Capo sono stato nel 2006, pochi giorni sufficienti per innamorarmi di un paese che unisce bellezza e contraddizioni al limite dell’incredibile.

E poi la fine dell’apartheid come la caduta del Muro di Berlino che citavo qualche settimana fa: quando la Storia compie meraviglie.

Incurante della nostra sfiducia quotidiana.

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Vent’anni fa

E così vent’anni fa cadeva il muro di Berlino.

Ho solo ricordi vaghi di quei momenti: erano i miei primi giorni al Politecnico di Milano, ero troppo concentrato a guardare me stesso ed il mio futuro…

Gli anni non passano invano: a Berlino sono poi stato, il muro sta nelle mie foto come sulla mia scrivania; a Danzica, dove tutto è cominciato, ho visto le enormi gru del porto; nella periferia di Budapest come in quella di Dresda lo squallore dei condomini è addolcito dalle facciate colorate di recente… Dappertutto la voglia e l’energia per ricominciare.

A vent’anni di distanza il mio futuro di allora mi ha già saziato, la caduta del muro è una delle cose per cui è valsa la pena arrivare fino a qua.

Semplicemente, sbagliavo a guardare.

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Uomini che Odiano le Donne ? Maddai !

Lisbeth Salander, la giovane hacker tra i protagonisti del film, mi era risultata molesta sin dall’inizio, quando mi era venuta a cercare su twitter – le nuove frontiere del marketing…

Non dubito che il libro di Stieg Larsson abbia un suo perché, ma non mi pare lo abbia il film di Niels Arden Oplev. Cinematograficamente poco originale, schiaccia quel poco di interessante che ha da dire sotto una pesante coltre di efferatezze: e se le scene più ‘efficaci’ sono le più violente, beh il tutto mi pare piuttosto inutile.

Riconoscibile ed intrigante la Svezia in sottofondo: il bello di viaggiare, ti costruisci immagini che ti accompagnano per sempre.

Alla faccia dei brutti film.

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Two Lovers

Penalizzato da un lancio infelice (“una commedia romantica” – ma forse e’ solo colpa di un quotidiano distratto), poco attraente di suo (statico, livido, claustrofobico in ogni inquadratura), Two Lovers e’ uno di quei film che non sai bene come prendere.

Caso curioso. Avevo pensato quasi subito a Dostoevskij, ma il senso di disagio che non mi abbandonava mi aveva lasciato perplesso. Poi stamane leggo che il regista James Gray si e’ ispirato a “Le Notti Bianche”, esattamente il romanzo secondo me piu’ ansiogeno dello scrittore russo.. Chissa’, forse capisco ancora qualcosa – se non altro di me stesso ;-)

Gray svolge un tema abusato – Joaquin Phoenix deve scegliere tra Gwyneth Paltrow e Vinessa Shaw (bravissimi tutti e tre) – ma lo fa con un’attenzione incredibile per i dettagli di oggi: le contraddizioni della convivenza prolungata con i genitori, l’apatia verso le cose concrete, la presenza ossessiva dei cellulari. Domina la solitudine: nessuno dei protagonisti e’ in sintonia con l’altro, i sentimenti sono illusioni appoggiate su una realta’ che non c’e’. Fino a quando …

Visivamente aderente ai contenuti (finestre, grate e muri si frappongono sempre tra i personaggi), il film procede denso ed ambiguo fino alla conclusione: e ciascuno e’ libero di prenderla come vuole.

Il pubblico in sala non ha apprezzato, e forse nemmeno io: un’esperienza frustrante, ti chiedi perche’ farla. Ma potrei anche dire: a nessuno piace guardarsi allo specchio. Se al cinema cerchiamo degli stimoli, bene anche questa volta la missione e’ compiuta.

Per una volta, allego il link alla bella recensione di pcolizzi@gmail.com

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Gran Torino

Clint Eastwood regista ha un talento inarrivabile: e’ talmente bravo che non si vede. Fateci caso: nei suoi film non ti viene mai da giudicare la regia, il montaggio, la fotografia … La tecnica scompare: ci sono solo il racconto e i suoi personaggi – e quello che hanno da dirti ti entra sottopelle, e non va via piu’.

Gran Torino‘ e’ un film fatto di niente, racconta cose semplici, ma e’ di una verita‘ che lascia senza parole: l’intelligenza e la sensibilita’ di Clint regista sono pari soltanto al suo carisma come attore, la miscela che ne esce e’ un film destinato a restare.

Si ride tanto, ci si indigna, ma soprattutto si ascolta in silenzio. E si esce piu’ forti di prima.

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Viatico Per il Nuovo Anno

Dal numero di Internazionale in edicola in questi giorni (#724).

"Negli ultimi anni e’ migliorato l’accesso dei bambini alle cure sanitarie ed all’istruzione nel mondo." – Lo rileva un rapporto dell’Unicef, pag 17

"Negli ultimi anni piu’ di due miliardi di persone ha visto aumentare i loro redditi reali" – Paul Kennedy, pag 27

"In Iraq, le morti tra i civili sono nell’ultimo anno diminuite di quasi dieci volte" – dall’Economist, pag 93

"Il 21 Dicembre altri nove paesi sono entrati nello spazio di Schengen: la’ dove c’era la Cortina di Ferro, ora non serve neppure il passaporto" – da Respekt, pag 102

Anche con quali occhi guardare alle cose del mondo, e’ una questione di scelta.

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Ok,

Simbolicamente, oggi ho chiuso un ciclo – professionale e personale. Simbolicamente, con il nuovo anno se ne aprira’ un altro… Nel mezzo, qualche giorno di meritato riposo ;-)

Lascio qui due righe: toccano un aspetto marginale della questione, ma sono curioso di vedere che effetto mi fara’ rileggerle in un prossimo futuro.

Ho incontrato persone che guardano indietro e persone che guardano avanti.
Ho incontrato persone il cui umore viene influenzato dagli altri e persone che influenzano l’umore degli altri.
Ho incontrato persone che partecipano e persone che iniziano

Noi non ci comportiamo sempre nello stesso modo, ma oggi mi piace pensare che quale persona essere sia fondamentalmente una scelta.

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