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Quello Che Serve

Michael Pollan

“La crisi provocata dal cambiamento climatico e’ fondamentalmente una crisi degli stili di vita. Il grande problema non e’ altro che la somma di tante piccole decisioni quotidiane: molte le prendiamo noi ‘consumatori’, e quasi tutte le altre vengono prese in nome dei nostri bisogni, desideri e preferenze.

Se aspettiamo che siano le leggi o la tecnologia a risolvere il problema di come viviamo, significa che non vogliamo veramente cambiare. I nostri politici l’hanno capito benissimo, quindi non si muoveranno finche’ non lo faremo noi. Anzi, aspettare che a salvarci da questa situazione siano i politici e gli esperti, le leggi, il denaro e i grandi progetti, e’ proprio un esempio del modo di pensare – passivo, delegante, dipendente dalle soluzioni di altri – che ci ha cacciato in questo guaio.”

[leggi l'intero articolo sul New York Times Magazine. Questa traduzione e' presa dal numero 745 di Internazionale]

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Gomorra

A poche settimane dalla mia prima visita in citta’, non potevo sottrarmi al film tratto dal libro di Roberto Saviano - meno che mai oggi, che Napoli e’ tornata sulle prime pagine dei giornali di tutta Italia.

Il film di Matteo Garrone non comincia e non finisce, non spiega e non giudica: rappresenta. Manca persino ogni commento musicale: nella realta’ tutt’al piu’ si sente una radio.

Ha detto Saviano: “La voglia di capire e’ necessaria: un libro (un film) che insegue questo bisogno diventa uno strumento per il vivere quotidiano, non piu’ letteratura (spettacolo) di evasione”.

Pericolossimo, dunque. E irrinunciabile.

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Demoni all’Italiana

Considero Fedor Dostoevskij uno dei geni assoluti della letteratura mondiale: Delitto e Castigo, I Fratelli Karamazov, L’Idiota, I Demoni… Immenso.

Ero curioso di vedere l’ultimo film di Giuliano Montaldo (link): soprattutto per capire cosa aveva da dire il regista alle prese con un riferimento tanto ‘ingombrante’.

Il film dice tanto, fin troppo, e lo fa con una confezione molto teatrale che non mi sembra giovi all’insieme, ma ha il pregio di arrivare in un momento in cui riproporre il valore politico dell’opera dello scrittore russo non e’ affatto banale.

Ma preferisco soffermarmi sulle attrici: Carolina Crescentini e Anita Caprioli hanno dei bei personaggi e sanno renderli al meglio. Davvero brave.

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Recessione Economica, Depressione Personale

La campagna mediatica contro noi stessi continua senza sosta: ovunque sui mezzi di comunicazione si tratteggiano scenari futuri a dir poco inquietanti.

Se le cassandre hanno tante voci ma sostanzialmente spingono nella stessa direzione, piu’ frastagliato e’ il fronte dei ‘resistenti’. Molti negano, in modo piu’ o meno convincente, ma piu’ interessanti sono gli stimoli del tipo “facciamocene una ragione ed affrontiamo quel che dev’essere”.

Prendo spunto da un commento ascoltato alla radio qualche giorno fa da Vittorio Zucconi: vietato lasciarsi contagiare dai profeti di svenutura, il quotidiano e’ gia’ difficile oggi, non c’e’ alcun futuro da aspettare. Vale per noi privilegiati – lo siamo sempre meno – e vale soprattutto se allarghiamo lo sguardo ad abbracciare il mondo intero: per milioni di persone i guasti provocati dai cambiamenti climatici, delle incertezze economiche, dei conflitti per le risorse scarse sono una realta’ gia’ oggi.

Inutile allora deprimersi nell’attesa di qualcosa che e’ gia’ qui: guardiamo la realta’ con occhi attenti ed accettiamo le sfide – personali e collettive – che essa comporta.

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Guidare la Storia ?

Ho sempre guardato con scetticismo ai ‘grandi’ della Storia. Nelle vicende umane il confine tra guidare ed essere guidati e’ spesso molto labile… In una coppia, in un gruppo di lavoro, in politica.

Fu leggendo Guerra e Pace che trovai le parole per dirlo: per Lev Tolstoj i ‘grandi’ non sono altro che strumenti al servizio della Storia, non fanno che interpretare – piu’ o meno consapevolmente – il volere dato dalla somma dei singoli… La sintesi che fa delle guerre napoleoniche e’ in questo senso illuminante: Napoleone appare poco piu’ di un burattino, sono i Popoli – o la Storia, o la Provvidenza, usate il termine che preferite – a determinare gli eventi.

Questa visione si affianca singolarmente bene agli studi di Francesco Alberoni su quello che lui chiama lo ‘stato nascente’: quel movimento dello spirito individuale capace di risvegliare e dare forma alle nostre energie, alla nostra creativita’, al nostro bisogno di aprirci all’altro da noi – cosi’ nascono le coppie, i movimenti politici, le vocazioni religiose. Lo stato nascente ha a che fare piu’ con le vicende personali dei singoli individui piuttosto che con la forza dei leader: ed anche se per Alberoni le prime non escludono certo la seconda, a me pare interessante mettere le sue pagine accanto a quelle dello scrittore russo.

Tutto questo mi e’ tornato in mente leggendo sul Corriere della Sera del 22 Marzo la critica del filosofo Emanuele Severino all’ultimo libro di Giulio Tremonti (link). Quello che mi ha colpito in particolare e’ stato il pensiero evidente in entrambi di poter governare la Storia: grazie alla Politica (per giunta illuminata dalla Fede) secondo Tremonti, per mezzo della Tecnica secondo Severino.

Entrambe le posizioni mi sembrano stimolanti perche’ chiamano in causa la nostra responsabilita’ etica di fronte al futuro, e sottraggono le nostre scelte al presunto determinismo dei meccanismi di mercato. Ma nonostante questo penso abbiano un vizio di fondo: mi sembra che entrambe presuppongano che ci sia qualcuno cui spetti il compito di risolvere per tutti il dilemma di quello che verra’…

Ma io sono con Tolstoj – e grazie ad Alberoni so spiegare perche’: non e’ nelle mani dei ‘potenti’ che metto il mio domani.

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Ok,

Simbolicamente, oggi ho chiuso un ciclo – professionale e personale. Simbolicamente, con il nuovo anno se ne aprira’ un altro… Nel mezzo, qualche giorno di meritato riposo ;-)

Lascio qui due righe: toccano un aspetto marginale della questione, ma sono curioso di vedere che effetto mi fara’ rileggerle in un prossimo futuro.

Ho incontrato persone che guardano indietro e persone che guardano avanti.
Ho incontrato persone il cui umore viene influenzato dagli altri e persone che influenzano l’umore degli altri.
Ho incontrato persone che partecipano e persone che iniziano

Noi non ci comportiamo sempre nello stesso modo, ma oggi mi piace pensare che quale persona essere sia fondamentalmente una scelta.

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Chris Jordan

Non e’ un quadro astratto: sono le bottiglie di plastica utilizzate ogni 5 minuti negli Stati Uniti – circa due milioni.

Nel panorama dell’arte moderna, Chris Jordan ha trovato il suo posto ed il suo spazio: perche’ i numeri dicono tutto, a volerli leggere, ma non hanno la forza delle immagini…

"Collectively we are committing a vast and unsustainable act of taking, but we each are anonymous and no one is in charge or accountable for the consequences."

Gia’.

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