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The Hurt Locker

Questa settimana ero gia’ andato a ballare a Madrid, questa sera mi serviva per ristabilire il ciclo del sonno, cosi’ ne ho approfittato …

Il film trionfatore della notte degli Oscar 2010 e’ fenomenale, parte surreale ma ti accorgi subito che invece e’ iperrealista. Kathryn Bigelow concentra il suo immenso talento spettacolare in un film che pare girato in presa diretta. La tensione e’ alle stelle per due ore, lo spettatore ipnotizzato entra in uno stato di trance come di rado capita in un film, il finale potente ed ambiguo coglie nel segno.

Tra gli spettatori non un respiro, non un battito di ciglia, solo contemplazione attonita di una guerra che e’ cronaca.

Un’esperienza.

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La Prima Cosa Bella

L’ultimo film di Paolo Virzi’ lascia stupefatti: e’ di quelli che esci dalla sala e ti chiedi “Ma come gli e’ venuto in mente ?”.

Malinconico e struggente nei contenuti, leggero e solare nella forma: l’amore come anima del mondo, non importa se bello o brutto, giusto o sbagliato, felice o non corrisposto – e’ comunque l’unica luce che ci e’ data, e’ sostanza di ogni cosa. Altrove lo cantava anche Ligabue: “L’amore conta, conosci un altro modo di fregar la morte ?”.

Tralascio tutto dell’intreccio, non commento la meravigliosa italianita’ dei personaggi, taccio sugli attori in stato di grazia… Ma scrivo qui che Valerio Mastandrea e’ il volto di questo primo incerto scorcio del millennio – di sicuro e’ il mio volto.

Finale liberatorio al mare, perche’ i simboli hanno la loro forza.

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Festa della Riconciliazione

Ieri in Sud Africa si e’ celebrata la Giornata della Riconciliazione: un paese in festa ricorda la fine di un sistema legislativo risalente al 1948 e smantellato definitivamente solo con le elezioni del 1994.

Un po’  e’ come se avessi fatto festa anch’io: a Citta’ del Capo sono stato nel 2006, pochi giorni sufficienti per innamorarmi di un paese che unisce bellezza e contraddizioni al limite dell’incredibile.

E poi la fine dell’apartheid come la caduta del Muro di Berlino che citavo qualche settimana fa: quando la Storia compie meraviglie.

Incurante della nostra sfiducia quotidiana.

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Un Errore Politico

“Il rischio è che le due Italie non riescano più a parlare tra loro perché non condividono più la stessa realtà, e forse neanche le parole per definirla.” – Giovanni De Mauro, Internazionale #816

Sono anni che non guardo più la tv generalista.

Forse l’errore e’ tutto qui: se perdo la capacita’ di comunicare con chi mi sta vicino, cosa me ne faccio delle mie idee ?

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Two Lovers

Penalizzato da un lancio infelice (“una commedia romantica” – ma forse e’ solo colpa di un quotidiano distratto), poco attraente di suo (statico, livido, claustrofobico in ogni inquadratura), Two Lovers e’ uno di quei film che non sai bene come prendere.

Caso curioso. Avevo pensato quasi subito a Dostoevskij, ma il senso di disagio che non mi abbandonava mi aveva lasciato perplesso. Poi stamane leggo che il regista James Gray si e’ ispirato a “Le Notti Bianche”, esattamente il romanzo secondo me piu’ ansiogeno dello scrittore russo.. Chissa’, forse capisco ancora qualcosa – se non altro di me stesso ;-)

Gray svolge un tema abusato – Joaquin Phoenix deve scegliere tra Gwyneth Paltrow e Vinessa Shaw (bravissimi tutti e tre) – ma lo fa con un’attenzione incredibile per i dettagli di oggi: le contraddizioni della convivenza prolungata con i genitori, l’apatia verso le cose concrete, la presenza ossessiva dei cellulari. Domina la solitudine: nessuno dei protagonisti e’ in sintonia con l’altro, i sentimenti sono illusioni appoggiate su una realta’ che non c’e’. Fino a quando …

Visivamente aderente ai contenuti (finestre, grate e muri si frappongono sempre tra i personaggi), il film procede denso ed ambiguo fino alla conclusione: e ciascuno e’ libero di prenderla come vuole.

Il pubblico in sala non ha apprezzato, e forse nemmeno io: un’esperienza frustrante, ti chiedi perche’ farla. Ma potrei anche dire: a nessuno piace guardarsi allo specchio. Se al cinema cerchiamo degli stimoli, bene anche questa volta la missione e’ compiuta.

Per una volta, allego il link alla bella recensione di pcolizzi@gmail.com

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Primi Giorni

Lo abbiamo visto la scorsa settimana: il ritorno dalle vacanze e’ il momento migliore dell’anno: tutto e’ possibile.

Poi torni in ufficio … L’esperimento e’ interessante: se e’ vero che e’ cambiato il mio modo di vedere il mondo, se e’ vero che ho due idee due nuove di zecca da applicare, cosa di meglio che la prova sul campo ?

Beh, sono stati tre giorni ‘facili’ ma un bel 6+ me lo posso dare.. Come si diceva ? “Di incoraggiamento” ;-)

E voi che voto vi date ?!?

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Principio di Realta’

“Il Lavoro Precario non esiste. La Flessibilita’ non esiste. Nemmeno il Posto Fisso esiste. Non esiste il Mercato Del Lavoro. Anzi, non esiste ne’ il Mercato, ne’ il Lavoro. Non esistono le Leggi Di Mercato e non esiste la Globalizzazione. [...]

Esistono gli esseri umani, quelli con nome e cognome. Ed esistono i luoghi in cui abitano, quelli in cui vanno a lavorare e quelli che attraversano per arrivarci.”

Liberamente tratto da “I precari non esistono”, un articolo di Ascanio Celestini pubblicato sull’edizione cartacea di Internazionale n. 716.

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