San Giovanni Rotondo, estate 2011.
Ricordo mio padre quando dipingeva in salotto, ma non quando oscurava la cucina per sviluppare le sue foto: ero troppo piccolo. Ma quelle foto le ho viste molte volte: scatti in bianco e nero, prevalentemente di me e mia madre, semplici e bellissimi.
Una foto deve valorizzare il soggetto, raccontare una storia, lasciare un’impressione: scegliere la pellicola, le lenti, i filtri ed i processi di sviluppo non è solo divertente, ma è soprattutto il modo per far si che il tuo scatto dica proprio quello che vuoi tu.
Papà lo faceva per davvero, io gioco con il computer. Per il mio compleanno ho trasformato D3BO in un laboratorio di sviluppo digitale: pellicole, lenti, filtri, emulsioni… Tutto su una tavoletta di vetro, tutto in punta di dita, tutto destinato alla nuvola: si, lo so, è tutto un po’ cheap, ma ditemi che le foto non sono belle
Continuo a rimandare le spiegazioni, intanto… Se pensate di averle già viste, avete ragione solo a metà!
camera: nikon d40 lab: photoforge2 film: electro-fine 1979 lens: gbs optics processing: washedout best view on d3bo![]()
Leggo che Jennifer Egan ha vinto il premio Pulitzer con un romanzo dove un capitolo è in PowerPoint… Rido sotto i baffi