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Un Altro Futuro
Finalmente il dibattito pubblico si arricchisce, nuove voci cominciano a farsi sentire: il nostro futuro non passa per l’uscita dall’euro, ma per l’ingresso negli Stati Uniti d’Europa.
Qualche tempo fa avevo preso a prestito le parole di un mio vecchio professore per provare a dimostrare come ci stiamo perdendo in un bicchiere d’acqua: l’Europa ha le risorse economiche, tecnologiche e morali per superare ben altre difficoltà.
Gli stati nazionali sono stati di fatto esautorati da anni dalle aziende globalizzate, i singoli paesi da soli non hanno la forza di imporre logiche diverse da quelle strettamente economiche.
Contemporaneamente per essere vicine alle persone le istituzioni devono farsi locali, rappresentare qualcosa di tangibile e riconoscibile nel territorio: siamo cittadini nel mondo reale, mica su facebook.
Ancora “think globally, act locally”: ma torna buono il buono di Marx, torna buono il buono della Lega, tornano buoni i nostri vecchi cui culturalmente si deve l’idea di un continente unito.
(Continua)
La domanda di Italia
Cito liberamente Aldo Cazzullo, sul Corriere di giovedì scorso.
“All’estero c’è una grande domanda di Italia. Il mondo globale, che diventa sempre più uniforme, sempre più uguale a se stesso, guarda con ammirazione al nostro paese: la terra della bellezza, dell’arte, della cultura, della creatività. Il mondo di domani, che ci fa tanta paura, è in realtà una grande opportunità per un paese che sia davvero unito.” Leggi il seguito di questo post »
McCurry a Milano – Parte II

Eccoli qui, i bambini libanesi.
La carriera di McCurry e’ sterminata (www.stevemccurry.com), ma il percorso della mostra, che pur copre vent’anni di lavoro, e’ preciso ed attuale: Iraq, New York, Afghanistan, Pakistan, India, Cina … Li’ dove le cose stanno accadendo, li’ dove le cose stanno cambiando.
Luoghi ed umori che possono sembrarci lontanissimi, quasi alieni, come a rafforzare il vento di minaccia che spira da terre remote… Se non fosse che sono popolati da uomini e donne che ci pare di conoscere da sempre: fotografati in tutta la forza di tradizioni cultura storia e costumi cosi’ lontani dai nostri, ma con lo stesso sguardo, lo stesso spirito, le stesse mani rugose – la stessa bellezza.
Un mondo colorato, contradditorio, intensissimo. Un mondo unito.
Festa della Riconciliazione
Ieri in Sud Africa si e’ celebrata la Giornata della Riconciliazione: un paese in festa ricorda la fine di un sistema legislativo risalente al 1948 e smantellato definitivamente solo con le elezioni del 1994.
Un po’ e’ come se avessi fatto festa anch’io: a Citta’ del Capo sono stato nel 2006, pochi giorni sufficienti per innamorarmi di un paese che unisce bellezza e contraddizioni al limite dell’incredibile.
E poi la fine dell’apartheid come la caduta del Muro di Berlino che citavo qualche settimana fa: quando la Storia compie meraviglie.
Incurante della nostra sfiducia quotidiana.
Pensierino sulla Felicita’
Da ragazzo andavo a confessarmi a Chiaravalle.
Tra i tanti frati, ne ricordo uno in particolare – ignoro ovviamente come si chiamasse, io per i nomi..
“Sii felice Sii felice” ripeteva sempre. Per lui i ‘peccati’ non erano che manifestazioni delle nostre infelicita’ – grandi o piccole che fossero.
“Guarda tutto quello che ti circonda come e’ bello: e’ fatto per la felicita’ tua e delle persone a cui vuoi bene”.
Tz tz, non e’ vero quello che state pensando: non sono frasi fatte, il pensierino e’ per nulla banale.
Mongol
Il film non e’ certo recente, ma trovarmi sottocasa la locandina ha acceso i miei circuiti di ragno: sapevo che sarebbe arrivato a dirmi qualcosa.
Mongol racconta l’ascesa al potere di Gengis Khan: la storia di una predestinazione come poche nella Storia, trent’anni in cui succede pochissimo – le fughe, le prigionie, la solitudine della steppa.
Il fuoco della chiamata, un’incrollabile fiducia in se stesso, una pazienza ed una volonta’ d’acciaio: si forgia cosi’ l’uomo che in pochi anni conquistera’ meta’ del mondo conosciuto.
Cavalli e cavalieri corrono nel nulla ma sanno esattamente dove andare, gli incontri sono pochi e tutti decisivi, la terra e il cielo mozzano il fiato: dilatata nei tempi e negli spazi, una sintesi densissima di una vita straordinaria.
"…Ma non dire che andiamo in guerra per una donna." ;-)
Pianto Una Bandierina
Per prima cosa, auguri di Buona Pasqua a tutti !
Poi la bandierina …
Queste pagine sono qui anche per questo: per segnare la strada, si sa mai in caso di nebbia.
Sul potere terapeutico di Piazza della Scala ho gia’ scritto (link), ieri mattina ne ho approfittato ancora: complice la splendida giornata – ed una squisita brioche – ho trascorso un’oretta a leggere al sole sotto la statua di Leonardo da Vinci. Tra i pianti dei bambini e gli scatti dei turisti giapponesi, but who cares …
Invece, pronta, chiara, feconda e’ arrivata l’ispirazione che andavo cercando.
Da non perdere, ed ecco il motivo della bandierina.


