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Shakira l’islandese

Il video di “Did It Again” se lo ricorda chiunque lo abbia visto almeno una volta:

http://www.youtube.com/watch?v=gFWoGUp1AjI

Colorato, divertente, passionale: proprio quello che ti aspetti dalla cantante colombiana… Quello che non ti aspetti  e’ che si tratta di una citazione che piu’ esplicita non si puo’ di “BURST”, regia di Reynir Lyngdal, coreografie di Katrin Hall: un corto islandese del 2003 presentato l’anno dopo a San Pietroburgo e riproposto nel 2007 all’interno del progetto “10 – MOVING NORTH”, una raccolta norvegese di dieci brevi film musicali.

Stessi colori, stessa energia, il lavoro islandese e’ piu’ ‘cattivo’ ma che sia stato addolcito per la pop star e’ naturale:

Da un progetto di nicchia scandinavo alla ribalta planetaria: il bello rimbalza dove vuole :-)

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La Musica dal Vivo e la Cerimonia del Tè

Sabato sera di vita milanese: mezz’ora per trovar parcheggio sui navigli, musica dal vivo, struscio, rientro congelati …

La scusa era sentir suonare amici di amici. Concerto sontuoso: bella la scelta dei brani (rock pop classico misto a pezzi originali), ottima la resa sonora, dignitosissimo il cantante – un po’ molesto nel dopo concerto, ma si sa’, gli artisti :-)

L’amico di amici era alla batteria. Avete mai visto smontare il sacro oggetto dopo il concerto ? Meglio della cerimonia del tè: movimenti ieratici, un pezzo dopo l”altro va smontato, preparato e riposto nell’apposita custodia. Gesti semplici, lenti, ripetitivi: la forza del rito, non importa se per l’occasione profano, profanissimo.

Un momento, chi ha detto che il rock e’ profano ?!?

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Traccia per il Nuovo Anno

Made in Italy – anzi, in Bergamo – dall’inizio alla fine: e che sia di buon auspicio per tutti :-)

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Steve Earle a Milano

Martedi’ sera una trentina di persone aspettavano al freddo fuori da un portone chiuso. Ad un certo punto un omone di mezza eta’ – barba e capelli da eremita, in mano una gruccia con una camicia a quadretti rossi – fende la folla e bussa. Impiega qualche istante a convincere chi gli ha aperto. Alla fine viene lasciato passare.

Steve Earle e’ entrato in scena cosi’, su un marciapiede di Milano: un’oretta dopo il cantautore americano ha caricato di energia il numeroso pubblico della ‘Salumeria della Musica’ – uno dei pochi posti in citta’ dove incontrare la musica che serve a qualcosa.

Chitarra acustica possente, voce gentile, la sicurezza di chi ha visto tutto: nessuna traccia del suo passato controverso, neppure una cassa rotta ed un microfono imbizzarrito hanno rovinato la festa.

Ho scelto si andare al concerto di Steve Earle per caso, ispirato dalla scelta degli amici: quando sono quelli giusti, sai che ti fanno bene.

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Miracolo Sotto Un Cielo Stellato

Il tempo di qualche ascolto e …

Bruce e’ in una posizione professionale invidiabile: puo’ fare quello che vuole. Persino cambiare sound. Darsi al melodico. Sacrilegio.  Sacrilegio ?!?

A pochi mesi dal suo sessantesimo compleanno, Bruce pesca in cinquant’anni di ricordi musicali e tira fuori un disco sorprendente, intenso, bellissimo.

L’universo trasognato di “Working On A Dream” ha lasciato perplesso piu’ di un fan, ma guai a farsi ingannare dalle apparenze: canzoni come “Queen Of The Supermarket” o “What Love Can Do” sono miracoli a cui Bruce ci ha abituato fin dagli esordi, la titletrack e’ epica quanto basta (visto lo show durante il Superbowl ?), “Outlaw Pete” e’ un film in una canzone, “The Last Carnival” lascia senza fiato …

Ma sono tutte le canzoni a (ri)suonare in modo vertiginoso, per intensita’ emotiva ci si avvicina ai vertici di “The Rising”. E lasciamo stare il marketing (l’ottimismo dell’era Obama): qui c’e’ un uomo che racconta il suo mondo interiore – il mondo interiore di cosi’ tanti di noi – e lo fa con una semplicita’ ed un’efficacia disarmanti.

Ha detto bene una mia amica: il disco e’ tutto nella copertina. Un miracolo sotto un cielo stellato.

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Bruce, Per Fare Festa

Giovedi’ scorso grande serata al Rolling Stone: c’era da festeggiare l’uscita del nuovo disco di Bruce Springsteen.

Il popolo di Bruce si ritrova volentieri: un concerto a Nizza va bene come una serata a Milano. E volentieri si mette in coda: quelli della Fnac lo hanno capito benissimo, e per chi voleva farsi un po’ di fila erano previsti ricchi gadget.

Bello fare il giro degli amici, bella l’anteprima commentata del disco, spettacolare il breve set di Elliott Murphy, amico di Bruce dai tempi degli esordi e pure performer clamoroso.

Ma piu’ bella di ogni cosa, mettersi in coda tutti pigiati a mezzanotte per comprare il sospirato disco …

La gioia piena di un piacere infantile, e poi si sa, ai milanesi piace stare in coda ;-)

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