Finalmente il dibattito pubblico si arricchisce, nuove voci cominciano a farsi sentire: il nostro futuro non passa per l’uscita dall’euro, ma per l’ingresso negli Stati Uniti d’Europa.
Qualche tempo fa avevo preso a prestito le parole di un mio vecchio professore per provare a dimostrare come ci stiamo perdendo in un bicchiere d’acqua: l’Europa ha le risorse economiche, tecnologiche e morali per superare ben altre difficoltà.
Gli stati nazionali sono stati di fatto esautorati da anni dalle aziende globalizzate, i singoli paesi da soli non hanno la forza di imporre logiche diverse da quelle strettamente economiche.
Contemporaneamente per essere vicine alle persone le istituzioni devono farsi locali, rappresentare qualcosa di tangibile e riconoscibile nel territorio: siamo cittadini nel mondo reale, mica su facebook.
Ancora “think globally, act locally”: ma torna buono il buono di Marx, torna buono il buono della Lega, tornano buoni i nostri vecchi cui culturalmente si deve l’idea di un continente unito.
(Continua)



http://www.repubblica.it/economia/2012/06/12/news/borse_asiatiche_chiusura_in_calo-37032352/?ref=HREA-1
torna il “buono”?