Lo stesso pomeriggio, nello stesso ufficio.
Lo stesso lavoro compilativo, ma e’ iniziata la partita. Intorno a me radioline, streaming internet, digitale terrestre… E poi i televisori a casa, i maxischermi nelle piazze, eh, beh, i fortunati in Sud Africa.
Potevo scegliere cento modi diversi per partecipare all’evento: ho scelto di farmelo raccontare da un amico, via chat.
Messaggi brevi, laconici. Ci si conosce da anni, non serve di piu’. Pochi bit trasportano l’azione, il commento, lo scambio emozionale. Ho anche la colonna sonora: il brusio dei colleghi attorno a me.
Alla fine so tutto, ho vissuto tutto: e’ bastata una sequenza di parole. Interessante, nella societa’ dell’immagine.
PS: Il lavoretto compilativo e’ finito, i colleghi hanno portato a termine i semplici compiti assegnati per quel pomeriggio. L’Azienda, al contrario della Nazionale, e’ salva
Fatica sprecata: noi ci siamo armati di buona volontà, abbiamo agghindato l’ufficio con le bandiere, sistemato le poltrone, tirato fuori le birrette ghiacciate dal frigorifero, versato ogni tipo di salatino/patatina nelle ciotole, riempito i polmoni per soffiare nelle vuvuzelas, pronti al rutto libero e al tifo indiavolato…ma la favola si è sgretolata in pochi minuti ed è diventato tutto un brutto sogno. Siamo fuori dal mondiale con estremo disonore, però ci rimane un bel pomeriggio passato coni colleghi…