Sabato sera di vita milanese: mezz’ora per trovar parcheggio sui navigli, musica dal vivo, struscio, rientro congelati …
La scusa era sentir suonare amici di amici. Concerto sontuoso: bella la scelta dei brani (rock pop classico misto a pezzi originali), ottima la resa sonora, dignitosissimo il cantante – un po’ molesto nel dopo concerto, ma si sa’, gli artisti
L’amico di amici era alla batteria. Avete mai visto smontare il sacro oggetto dopo il concerto ? Meglio della cerimonia del tè: movimenti ieratici, un pezzo dopo l”altro va smontato, preparato e riposto nell’apposita custodia. Gesti semplici, lenti, ripetitivi: la forza del rito, non importa se per l’occasione profano, profanissimo.
Un momento, chi ha detto che il rock e’ profano ?!?
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