I bambini che giocano appesi ad un cannone in mezzo alle bombe in Libano sono il simbolo della mostra, il piccolo indiano di questa foto l’immagine piu’ bella.
McCurry gioca coi contrasti per raccontarci una storia tutta diversa da quella che sembra. Dove il nostro pensiero colloca per abitudine pianto e dolore, lui sceglie gioia e liberta’. I simboli del disagio – siano essi rottami di guerra, rifiuti o anche solo spazi desolati – sono solo lo sfondo per il protagonista assoluto di ogni scatto: l’uomo, il suo sguardo, il suo spirito.
Persino la foto piu’ ansiogena – un pompiere a Ground Zero – non esprime impotenza: il mostro d’acciaio collassato sovrasta la piccola ombra, ma non e’ la fine, lo scoramento e’ solo stanchezza – domani si ricomincia.
Location e allestimento spettacolari, un’ora di fila al gelo per sentirsi parte di un evento, gli amici a scaldare il cuore anche fuori dai propri pensieri …
Avanti cosi’.
[continua]
