Posted in December 2009

Festa della Riconciliazione

Ieri in Sud Africa si e’ celebrata la Giornata della Riconciliazione: un paese in festa ricorda la fine di un sistema legislativo risalente al 1948 e smantellato definitivamente solo con le elezioni del 1994.

Un po’  e’ come se avessi fatto festa anch’io: a Citta’ del Capo sono stato nel 2006, pochi giorni sufficienti per innamorarmi di un paese che unisce bellezza e contraddizioni al limite dell’incredibile.

E poi la fine dell’apartheid come la caduta del Muro di Berlino che citavo qualche settimana fa: quando la Storia compie meraviglie.

Incurante della nostra sfiducia quotidiana.

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18/24 Dicembre, Scorpione

“Parti dall’idea che dovresti condividere le tue energie vitali soprattutto con chi fa cantare, fremere e ballare la tua anima.”

www.internazionale.it/oroscopo

Pranzo con Delitto nel Lodigiano

La campagna lodigiana, un ristorante in un vecchio mulino, una compagnia affiatata ma non troppo … Gli ingredienti ideali nelle mani delle persone giuste.

L’entusiasmo dell’organizzatrice e’ proverbiale: che debba scegliere la meta di una gita o impreziosire una bella mangiata riesce sempre a cogliere nel segno. Complice per l’occasione l’amico ‘bibliotecario’: Gabriele Prinelli per l’anagrafe, due romanzi alle spalle, maestro di cerimonia ironico e sornione che ha accompagnato i 13 invitati sulle tracce di un misterioso assassino …

Apprezzatissima variazione sul tema del pranzo di Natale: e vuoi vedere che per queste feste ho trovato qualcosa da leggere ?!?

http://lamanodellorganista.wordpress.com/

;-)

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Il Platonov di Cechov

Cechov a teatro è piuttosto impegnativo: avevo già visto ‘Il Gabbiano’, mercoledì sera è stata la volta di ‘Platonov’.

Opera giovanile, sta scritto, troppo carica piuttosto che lacunosa. Ma sempre di Cechov si tratta.

Posso confermare: i molti temi, rappresentati dai molti personaggi e dalle loro relazioni, faticano ad imporsi all’attenzione dello spettatatore occasionale, specie se cotto dopo una giornata di lavoro…

Ma il dramma decolla nella seconda parte, quando tra i molti spunti emerge nitido il discorso sull’amore, o meglio sulle sue brutte copie: vuote, immaginate, sbagliate, sempre ‘inutili’.

Brutte copie che si raccontano come storie d’amore, ma che alla disamina dell’autore si rivelano per quello che sono: una copertura per le miserie personali dei singoli.

Modernissimo.

Una certezza in scena Alessandro Haber e in sala l’accoglienza del Teatro Carcano: questa volta per tutti gli auguri di Bosetti !

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Edward Hopper a Milano

Ero adolescente quando ho visto il mio primo quadro di Edward Hopper: mi lasciò un’impressione vividissima, come prendere un appuntamento per quindici anni dopo…

La mostra allestita a Palazzo Reale è davvero bella: mancano alcune delle tele più famose (le pompe di benzina !), ma il percorso dell’artista è presentato con ricchezza ed efficacia.

I quadri del periodo parigino sono interessantissimi: una Parigi impressionista guardata con gli occhi di un americano…

Già, gli occhi di un americano. La scelta dei soggetti e del punto di vista, lo stile della pennellata: i quadri di Hopper riescono allo stesso tempo a rilasciare energia ‘materiale’ ed a rappresentare il vuoto esistenziale.

Che siano persone o paesaggi, tutto è sospeso, inerte, in attesa di qualcosa che dopo poche tele si capisce non arriverà mai…

Si esce dalla mostra carichi di forza ed arricchiti di strumenti interpretativi: difficile chiedere di più.

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11/17 Dicembre, Vergine

“Mentre osservi la tua distesa di fango, ignora chi ti dice che è priva di vita e vai in cerca di ricche prede.”

Steve Earle a Milano

Martedi’ sera una trentina di persone aspettavano al freddo fuori da un portone chiuso. Ad un certo punto un omone di mezza eta’ – barba e capelli da eremita, in mano una gruccia con una camicia a quadretti rossi – fende la folla e bussa. Impiega qualche istante a convincere chi gli ha aperto. Alla fine viene lasciato passare.

Steve Earle e’ entrato in scena cosi’, su un marciapiede di Milano: un’oretta dopo il cantautore americano ha caricato di energia il numeroso pubblico della ‘Salumeria della Musica’ – uno dei pochi posti in citta’ dove incontrare la musica che serve a qualcosa.

Chitarra acustica possente, voce gentile, la sicurezza di chi ha visto tutto: nessuna traccia del suo passato controverso, neppure una cassa rotta ed un microfono imbizzarrito hanno rovinato la festa.

Ho scelto si andare al concerto di Steve Earle per caso, ispirato dalla scelta degli amici: quando sono quelli giusti, sai che ti fanno bene.

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