Lisbeth Salander, la giovane hacker tra i protagonisti del film, mi era risultata molesta sin dall’inizio, quando mi era venuta a cercare su twitter – le nuove frontiere del marketing…
Non dubito che il libro di Stieg Larsson abbia un suo perché, ma non mi pare lo abbia il film di Niels Arden Oplev. Cinematograficamente poco originale, schiaccia quel poco di interessante che ha da dire sotto una pesante coltre di efferatezze: e se le scene più ‘efficaci’ sono le più violente, beh il tutto mi pare piuttosto inutile.
Riconoscibile ed intrigante la Svezia in sottofondo: il bello di viaggiare, ti costruisci immagini che ti accompagnano per sempre.
Alla faccia dei brutti film.
Non ho visto il film, ma ho letto il libro. Ti posso assicurare che neanche il libro ha un suo perché: è scritto male, ha una prosa troppo ridondante, il ritmo è lento e noioso, è crudo per il gusto di esserlo, la storia è scontata e già vista e i protagonisti sono delle macchiette.
))))
Catone il Censore