Gli occhi gonfi la barba sfatta
un po’ curvo da una parte
ogni tanto, una doccia
poco piu’ spesso, una parola.
Gigi vive per la strada
gli piace il centro di Milano
Piazza del Duomo Piazza della Scala
li’ i ricordi lo tengono vivo.
Dalla mano di un bambino
oggi e’ caduta una macchinina
lui si e’ chinato piano per raccoglierla
la mamma ha ringraziato innervosita.
Il cuore rattoppato male
una vita incapace di rancore
qualcosa di caparbio in fondo all’anima
ogni sera una preghiera che si alza.
Per cena un brodo caldo
sceglie un angolo tra i portici
accoccolato sotto un cartone
passera’ un’altra notte.
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‘Gigi il Vagabondo’ fara’ parte della mia prossima raccolta di ‘poesie’, quella che avevo detto non avrei scritto…