Penalizzato da un lancio infelice (“una commedia romantica” – ma forse e’ solo colpa di un quotidiano distratto), poco attraente di suo (statico, livido, claustrofobico in ogni inquadratura), Two Lovers e’ uno di quei film che non sai bene come prendere.
Caso curioso. Avevo pensato quasi subito a Dostoevskij, ma il senso di disagio che non mi abbandonava mi aveva lasciato perplesso. Poi stamane leggo che il regista James Gray si e’ ispirato a “Le Notti Bianche”, esattamente il romanzo secondo me piu’ ansiogeno dello scrittore russo.. Chissa’, forse capisco ancora qualcosa – se non altro di me stesso
Gray svolge un tema abusato – Joaquin Phoenix deve scegliere tra Gwyneth Paltrow e Vinessa Shaw (bravissimi tutti e tre) – ma lo fa con un’attenzione incredibile per i dettagli di oggi: le contraddizioni della convivenza prolungata con i genitori, l’apatia verso le cose concrete, la presenza ossessiva dei cellulari. Domina la solitudine: nessuno dei protagonisti e’ in sintonia con l’altro, i sentimenti sono illusioni appoggiate su una realta’ che non c’e’. Fino a quando …
Visivamente aderente ai contenuti (finestre, grate e muri si frappongono sempre tra i personaggi), il film procede denso ed ambiguo fino alla conclusione: e ciascuno e’ libero di prenderla come vuole.
Il pubblico in sala non ha apprezzato, e forse nemmeno io: un’esperienza frustrante, ti chiedi perche’ farla. Ma potrei anche dire: a nessuno piace guardarsi allo specchio. Se al cinema cerchiamo degli stimoli, bene anche questa volta la missione e’ compiuta.
Per una volta, allego il link alla bella recensione di pcolizzi@gmail.com