Posted in March 2009

Gigi il Vagabondo

Gli occhi gonfi la barba sfatta
un po’ curvo da una parte
ogni tanto, una doccia
poco piu’ spesso, una parola.

Gigi vive per la strada
gli piace il centro di Milano
Piazza del Duomo Piazza della Scala
li’ i ricordi lo tengono vivo.

Dalla mano di un bambino
oggi e’ caduta una macchinina
lui si e’ chinato piano per raccoglierla
la mamma ha ringraziato innervosita.

Il cuore rattoppato male
una vita incapace di rancore
qualcosa di caparbio in fondo all’anima
ogni sera una preghiera che si alza.

Per cena un brodo caldo
sceglie un angolo tra i portici
accoccolato sotto un cartone
passera’ un’altra notte.

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‘Gigi il Vagabondo’ fara’ parte della mia prossima raccolta di ‘poesie’, quella che avevo detto non avrei scritto… ;-)

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Two Lovers

Penalizzato da un lancio infelice (“una commedia romantica” – ma forse e’ solo colpa di un quotidiano distratto), poco attraente di suo (statico, livido, claustrofobico in ogni inquadratura), Two Lovers e’ uno di quei film che non sai bene come prendere.

Caso curioso. Avevo pensato quasi subito a Dostoevskij, ma il senso di disagio che non mi abbandonava mi aveva lasciato perplesso. Poi stamane leggo che il regista James Gray si e’ ispirato a “Le Notti Bianche”, esattamente il romanzo secondo me piu’ ansiogeno dello scrittore russo.. Chissa’, forse capisco ancora qualcosa – se non altro di me stesso ;-)

Gray svolge un tema abusato – Joaquin Phoenix deve scegliere tra Gwyneth Paltrow e Vinessa Shaw (bravissimi tutti e tre) – ma lo fa con un’attenzione incredibile per i dettagli di oggi: le contraddizioni della convivenza prolungata con i genitori, l’apatia verso le cose concrete, la presenza ossessiva dei cellulari. Domina la solitudine: nessuno dei protagonisti e’ in sintonia con l’altro, i sentimenti sono illusioni appoggiate su una realta’ che non c’e’. Fino a quando …

Visivamente aderente ai contenuti (finestre, grate e muri si frappongono sempre tra i personaggi), il film procede denso ed ambiguo fino alla conclusione: e ciascuno e’ libero di prenderla come vuole.

Il pubblico in sala non ha apprezzato, e forse nemmeno io: un’esperienza frustrante, ti chiedi perche’ farla. Ma potrei anche dire: a nessuno piace guardarsi allo specchio. Se al cinema cerchiamo degli stimoli, bene anche questa volta la missione e’ compiuta.

Per una volta, allego il link alla bella recensione di pcolizzi@gmail.com

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Gioielli Sotto Casa

Il mese di Marzo mi ha regalato due domeniche nel pavese.

Due settimane fa Pavia centro: a spasso sotto il sole, ma se sai dove cercare saltan fuori due meraviglie del romanico piu’ bello – San Pietro in Ciel d’Oro e San Michele: doppia stella del touring, facciate stupende, nella prima pure l’arca di Sant’Agostino. Roba che se vado all’estero non me la lascio scappare: ma e’ sotto casa, e le devo scoprire vicino ai quaranta …

Oggi Belgioioso, il castello medievale che e’ anche villa del settecento: la scusa e’ il FAI di Primavera, il premio la simpatia delle guide improvvisate, la folla col naso all’insu’, i merletti, la scalinata, le sale stuccate, il giardino all’italiana …

Proprio bello, e tutto ad un passo da casa: menzione d’onore al buon gusto di un’amica ;-)

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Gran Torino

Clint Eastwood regista ha un talento inarrivabile: e’ talmente bravo che non si vede. Fateci caso: nei suoi film non ti viene mai da giudicare la regia, il montaggio, la fotografia … La tecnica scompare: ci sono solo il racconto e i suoi personaggi – e quello che hanno da dirti ti entra sottopelle, e non va via piu’.

Gran Torino‘ e’ un film fatto di niente, racconta cose semplici, ma e’ di una verita‘ che lascia senza parole: l’intelligenza e la sensibilita’ di Clint regista sono pari soltanto al suo carisma come attore, la miscela che ne esce e’ un film destinato a restare.

Si ride tanto, ci si indigna, ma soprattutto si ascolta in silenzio. E si esce piu’ forti di prima.

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Qualcosa di Rugby

L’ho fatto diventare anche un richiamo permanente sotto i ‘giochi degli altri bambini’: le cose piu’ interessanti sono quelle che interessano i tuoi amici – la rete funziona cosi’.

Mi sono avvicinato al rugby incuriosito dall’entusiasmo di un’amica – raccontato in presa diretta in un anno di splendidi post – e cosi’ a questo giro qualche mezz’ora televisiva del Sei Nazioni me la sono vista anch’io …

Continuo a capire abbastanza poco del gioco, ma quel poco mi e’ bastato per trovare un nuovo divertimento: le mischie snervanti, le brusche accelerazioni, gli sfondamenti centrali accanto alle giocate raffinate – e poi quella palla che quando rimbalza non sai mai dove puo’ andare ;-) Certo vedere le partite dell’Italia di questi tempi non e’ esattamente il modo per appassionarsi (ma gli sms dallo stadio della mia amica tifosa mi mancheranno !), ma gia’ ieri Inghilterra-Scozia e Galles-Irlanda mi hanno trasmesso ben altre emozioni – a cominciare dagli stadi stracolmi, vere arene intorno al campo di battaglia…

Gia’, e’ scontato il paragone con gli spettacoli dei gladiatori: ma e’ vero, si tratta di un divertimento davvero liberatorio.

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The Wrestler

Venerdi’ sera, ancora una volta il film giusto al momento giusto.

Davvero sorprendente “The Wrestler“, l’ultimo film interpretato da Mickey Rourke. Un racconto minimalista che il regista Darren Aronofsky gira in modo molto personale: scegliendo la grana grossa, in tutti i sensi, ma dimostrandosi capace – grazie anche ad attori in stato di grazia – di cogliere le sfumature piu’ sottili dell’anima dei suoi personaggi.

La storia e’ toccante e l’ambientazione, squallida in ogni inquadratura, e’ ahime’ piu’ vera del vero. La riflessione sul dolore che si fa cerniera tra il fallimento e la redenzione non e’ di per se’ originale: ma bisogna saper scegliere da che parte guardare – questo e’ sempre originale.

Alla fine quando le luci si accendono il pubblico attonito resta in piedi, fermo, ad ascoltare Bruce che canta sui titoli di coda.

Mamma mia.

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Il Bello Che Arriva

Questa mattina finalmente il sentore di una primavera vera: il sole tiepido, l’aria leggera, il profumo di mimosa.

Le prime violette erano comparse gia’ due settimane fa, ma negli ultimi giorni qui si era vista solo la pioggia. Quest’anno l’inverno e’ stato pesante – piu’ di altre volte, mi pare.

In questi giorni di cieli plumbei e pioggia incessante l’aspetto di questo blog e’ cambiato non poco: nuova la testata, nuova l’immagine dell’autore, rinnovati alcuni contenuti, nuove idee per la testa …

Una pagina sul web per dire di un moto dell’anima: e non importa se fuori il tempo e’ brutto.

Tanto poi il bello arriva sempre.

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