C’e’ un film di cui stanno parlando i giornali di tutto il mondo: ‘Slumdog Millionaire’ (in Italia solo The Millionaire) dell’inglese Danny Boyle – ieri sera non potevo certo perdermi l’invito di un’amica.
Il miglior film con attori in carne ed ossa che ho visto da non so quanto tempo. E’ incredibile come una storia romantica in stile Bollywood, il leit motiv di un quiz che non mi ha mai interessato ed un pugno di attori mai visti abbiano avuto un effetto tanto elettrizzante: l’adrenalina a mille, l’energia che esce da ogni inquadratura, la vitalita’ straripante che trasforma ogni bruttura.
Il continuo contrasto tra l’eccitazione dell’azione e gli allucinanti scenari in cui si svolge (le sterminate baraccopoli di Mumbay, i trafficanti di bambini, la violenza della malavita pari solo a quella della polizia) danno al film un valore speciale: in fondo e’ solo una romanticheria (c’e’ anche un travolgente balletto finale), ma in due ore di intrattenimento quanti spunti, quante informazioni, quanti motivi per pensare – e per restare vivi !
E poi, l’India come ombelico e metafora del mondo: ne parlano tutti i giornali, ma ancora una volta e’ il cinema a tracciare la via.
Beato l’uomo che sa dove cercare.