Il tempo di qualche ascolto e …
Bruce e’ in una posizione professionale invidiabile: puo’ fare quello che vuole. Persino cambiare sound. Darsi al melodico. Sacrilegio. Sacrilegio ?!?
A pochi mesi dal suo sessantesimo compleanno, Bruce pesca in cinquant’anni di ricordi musicali e tira fuori un disco sorprendente, intenso, bellissimo.
L’universo trasognato di “Working On A Dream” ha lasciato perplesso piu’ di un fan, ma guai a farsi ingannare dalle apparenze: canzoni come “Queen Of The Supermarket” o “What Love Can Do” sono miracoli a cui Bruce ci ha abituato fin dagli esordi, la titletrack e’ epica quanto basta (visto lo show durante il Superbowl ?), “Outlaw Pete” e’ un film in una canzone, “The Last Carnival” lascia senza fiato …
Ma sono tutte le canzoni a (ri)suonare in modo vertiginoso, per intensita’ emotiva ci si avvicina ai vertici di “The Rising”. E lasciamo stare il marketing (l’ottimismo dell’era Obama): qui c’e’ un uomo che racconta il suo mondo interiore – il mondo interiore di cosi’ tanti di noi – e lo fa con una semplicita’ ed un’efficacia disarmanti.
Ha detto bene una mia amica: il disco e’ tutto nella copertina. Un miracolo sotto un cielo stellato.
Io e Bruni siamo commossee….
Mi sa che a me me tocca, a Bruni è già toccato e non puo’ che CONCORDARE con te!