I Sensori dell’iPhone…

Riporto uno stralcio di un bell’articolo di Giuseppe Turani pubblicato qualche ora fa su Repubblica.it.

“… Per capire perché con l’iPhone comincia una nuova storia bisogna soffermarsi su una caratteristica di cui magari non ci si è nemmeno accorti: l’uso dei sensori.

Questo telefonocomputer contiene quattro sensori importanti: di prossimità, accelerometro, di luminosità, touch.

Il sensore di prossimità fa sì che il telefono «senta» quando lo avvicinate all’orecchio e spenga le luci dell’apparecchio (per non consumare energia – e per non friggerci l’orecchio, ndr). L’accelerometro fa il piccolo miracolo (chi ha visto sa, ndr) di ruotare l’immagine quando si ruota l’apparecchio da verticale a orizzontale. Quello di luminosità varia l’illuminazione a seconda della luce esterna (di nuovo il risparmio energetico… il brianzolo ringrazia). Quello touch non è un touch screen: si tratta di un sensore che «sente» la pelle e non, ad esempio, un pennino…

Perché la presenza di questi sensori è importante?” [leggi]

 

… e Quelli della Lego

I sensori cambieranno il mondo.

Per una volta la mia SGI preferita ne ha fatta una giusta: un programma di volontariato rivolto ai dipendenti e finalizzato all’introduzione della robotica nelle scuole medie. Guidati dagli istruttori – i volontari della SGI – i ragazzi imparano a comporre e programmare i vari moduli sensoriali dei robot per risolvere problemi via via piu’ complessi.

Per capire il mondo di domani. Intanto il divertimento e’ assicurato: garantisce la serie Mindstorms della Lego :-)

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