Sabato sera ho visto il film di Soldini: un dirigente industriale perde il suo lavoro e la sua vita non sara’ piu’ la stessa. Ma ha accanto la persona giusta, e qualcosa di nuovo comincera’. Un film intenso, ansiogeno, qua e la’ un po’ forzato ma chi se ne cura: bello, penso di dover dire.
Oggi la mia SGI preferita ha previsto una giornata di formazione: per riflettere sulla complessita’ senza farsene schiacciare. Mediare tra le contraddizioni, dare un nuovo contenuto al tempo, trasformare ansia e paura in emozioni per avvicinare gli altri.
Ancora: un uomo o una donna si definiscono tali perche’ ‘mancanti’ di qualcosa. E’ solo un punto di partenza – e’ ‘il’ punto di partenza: la mancanza definisce uno spazio, quello del nostro agire personale.
Bello, davvero. E se il barometro segna nuvole, vorra’ dire che ci copriremo.